La Via della Cura è uno di quei percorsi della Valnerina capaci di raccontare un territorio attraverso qualcosa di più di una semplice passeggiata.
Siamo nel comune di Cerreto di Spoleto, tra piccoli borghi, boschi, corsi d’acqua e antiche vie di comunicazione. Qui il concetto di ācuraā assume significati differenti: ci sono le acque termali, le erbe della tradizione popolare, la medicina, la storia dei celebri ciarlatani di Cerreto e, naturalmente, quella sensazione di benessere che può nascere semplicemente camminando nella natura.
La Via della Cura nasce nell’ambito del progetto comunale āRemedium Animarum ā La Cura delle Animeā, sviluppato per valorizzare un itinerario naturalistico ed esperienziale legato ai differenti significati della cura: del corpo, dell’acqua, delle erbe, della conoscenza e dello spirito.
Per conoscere il progetto originario ĆØ possibile consultare anche la pagina ufficiale della Via della Cura del Comune di Cerreto di Spoleto.
La Via della Cura ufficiale e la nostra variante ad anello
Ć importante fare subito una distinzione.
L’itinerario descritto in questa pagina non coincide integralmente con il tracciato istituzionale della Via della Cura.
Il percorso ufficiale indicato dal Comune parte da Borgo Cerreto e raggiunge l’area dei Bagni di Triponzo, con uno sviluppo base di circa 5,5 km, al quale possono essere aggiunti alcuni tratti opzionali.
La nostra proposta riprende invece alcuni dei luoghi, dei temi e della filosofia originale per inserirli all’interno di una variante escursionistica ad anello di circa 14 km, con partenza e ritorno a Borgo Cerreto.
In questo modo la Via della Cura diventa il filo conduttore di un trekking più ampio attraverso questa parte della Valnerina.
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Un anello di circa 14 chilometri
L’escursione permette di attraversare ambienti molto differenti tra loro.
In pochi chilometri si passa dal fondovalle ai sentieri nel bosco, dalla vecchia ferrovia ai piccoli centri abitati, fino a raggiungere Cerreto di Spoleto e tornare nuovamente verso Borgo Cerreto.
Il percorso richiede una discreta abitudine al cammino, soprattutto per la lunghezza complessiva, il dislivello e alcuni tratti su fondo naturale.
Non ĆØ un trekking caratterizzato da elevate difficoltĆ tecniche, ma nemmeno una semplice passeggiata: servono calzature adeguate e un minimo di allenamento.
Dati indicativi dell’escursione
- Partenza: Borgo Cerreto
- Arrivo: Borgo Cerreto
- Tipologia: percorso ad anello
- Lunghezza: circa 14 km
- Dislivello positivo: circa 500 metri
- Quota minima: circa 300 metri
- Quota massima: circa 615 metri
- Tempo di percorrenza: circa 4 ore, pause escluse
- DifficoltĆ : escursionistica media
- Calzature: scarpe da trekking indispensabili
- Ambiente: borghi, boschi, sentieri, corsi d’acqua, antiche vie e vecchia ferrovia
Le quattro ore indicate rappresentano il tempo effettivo di cammino.
Durante un’escursione guidata bisogna naturalmente aggiungere le soste per osservare il paesaggio, ascoltare la storia dei luoghi, scattare fotografie e concedersi qualche momento di riposo.
L’esperienza può quindi tranquillamente occupare una mezza giornata abbondante.
La partenza da Borgo Cerreto
Un possibile punto di partenza si trova nei pressi della Chiesa di San Lorenzo a Borgo Cerreto.
Ci troviamo in una zona particolarmente interessante dal punto di vista geografico e ambientale.
Poco distante, il Vigi confluisce nel Nera, mentre procedendo verso Triponzo si entra nel territorio caratterizzato anche dalla presenza del fiume Corno.
Acqua e montagne hanno condizionato per secoli lo sviluppo delle strade, degli insediamenti e delle attivitĆ umane della zona.
Ed ĆØ proprio questa una delle caratteristiche più interessanti dell’escursione: il paesaggio cambia continuamente.
Bastano pochi chilometri per passare dai piccoli centri abitati ad ambienti più selvaggi e silenziosi.
Un tratto sulla Vecchia Ferrovia Spoleto-Norcia
Uno degli elementi più suggestivi dell’anello ĆØ il passaggio su un tratto della Vecchia Ferrovia Spoleto-Norcia.
La linea ferroviaria fu inaugurata nel 1926 e rimase in esercizio fino al 1968.
Con oltre cinquanta chilometri di sviluppo, gallerie, ponti e viadotti rappresentò per l’epoca una straordinaria opera di ingegneria ferroviaria.
Oggi diversi settori del vecchio sedime sono diventati percorsi utilizzati da escursionisti e ciclisti.
Per approfondire la storia e le caratteristiche del tracciato ĆØ possibile consultare anche la pagina dedicata alla Ex Ferrovia Spoleto-Norcia sul portale ufficiale Umbria Tourism.
Camminare dove un tempo passavano i piccoli convogli ferroviari permette di osservare il territorio da una prospettiva completamente diversa.
Lungo il percorso si possono incontrare opere legate alla vecchia infrastruttura e alcune gallerie scavate nella montagna.
Per questo ĆØ consigliabile avere nello zaino una torcia frontale.
Se ti affascinano questi luoghi puoi scoprire anche la nostra escursione sulla Vecchia Ferrovia Spoleto-Norcia.
Verso Triponzo, tra il Nera e il Corno
Proseguendo verso Triponzo, l’acqua continua a essere una presenza costante.
Il piccolo borgo si trova vicino alla confluenza del Nera con il Corno, in un punto strategico che per secoli ha rappresentato un importante nodo delle comunicazioni attraverso questa parte dell’Appennino.
La posizione di Triponzo non ĆØ quindi casuale.
Il controllo delle vallate e delle vie di comunicazione era fondamentale e ancora oggi il paesaggio permette di comprendere quanto questo luogo fosse importante per chi doveva spostarsi tra Valnerina, Norcia e l’interno dell’Appennino.
Nelle vicinanze rimangono inoltre testimonianze di antichissima viabilitĆ , legate alle strade che attraversavano la valle molto prima della realizzazione delle moderne infrastrutture.
La Balza Tagliata e le antiche vie della Valnerina
Tra le testimonianze storiche più interessanti del territorio di Triponzo si trova la Balza Tagliata, collegata all’antica viabilitĆ della valle.
La roccia venne lavorata per rendere possibile il passaggio lungo uno dei collegamenti utilizzati per attraversare questa parte dell’Appennino.
à però importante precisare che la Balza Tagliata rappresenta un elemento storico del territorio circostante e non costituisce necessariamente un punto raggiunto direttamente dalla variante escursionistica descritta in questa pagina.
La sua presenza permette comunque di comprendere quanto sia antica la necessitĆ di creare collegamenti attraverso una valle apparentemente difficile da attraversare.
Prima arrivarono i sentieri e le vie antiche, poi le strade moderne, le opere idrauliche e infine la ferrovia.
La cura dell’acqua: i Bagni di Triponzo
Parlando della Via della Cura ĆØ impossibile non citare i Bagni di Triponzo.
Le sorgenti termali rappresentano infatti uno degli elementi più importanti del progetto originario.
Le acque termali della zona sono conosciute da secoli e ancora oggi costituiscono uno degli aspetti più caratteristici di Triponzo.
Per approfondire la loro storia ĆØ possibile consultare la pagina dedicata agli Antichi Bagni di Triponzo su Umbria Tourism.
Anche in questo caso è però necessaria una precisazione importante:
i Bagni di Triponzo fanno parte dell’itinerario e del progetto istituzionale della Via della Cura, ma non vengono raggiunti direttamente dalla variante ad anello di circa 14 km descritta in questa pagina.
Sono però fondamentali per capire la filosofia che ha dato origine al percorso.
Qui la ācuraā diventa infatti cura attraverso l’acqua.



Cerreto di Spoleto e la sorprendente storia dei Ciarlatani
Una delle parti culturalmente più curiose dell’escursione ĆØ quella dedicata a Cerreto di Spoleto.
Il borgo ĆØ storicamente legato alla figura dei Cerretani, questuanti itineranti che nel corso dei secoli viaggiarono attraverso numerose cittĆ italiane ed europee.
Con il tempo la loro attività si intrecciò con la vendita di rimedi, unguenti e altri prodotti, talvolta accompagnata da spettacoli e forme di intrattenimento capaci di attirare il pubblico.
La tradizione lega proprio a Cerreto una delle possibili origini della parola āciarlatanoā, associandola all’incontro tra i termini āciarlaā e ācerretanoā.
Questa singolare storia viene raccontata anche dal Museo del Ciarlatano, ospitato nel complesso dell’ex Chiesa di San Nicola.
Ecco quindi comparire un’altra interpretazione della cura: quella raccontata, promessa e venduta nelle piazze da guaritori e personaggi itineranti.
Cerreto di Spoleto, un borgo che domina le vallate
Cerreto di Spoleto occupa una posizione particolarmente panoramica.
Il paese sorge su uno sperone che domina le vallate del Vigi e del Nera, in un punto strategico dal quale era possibile controllare importanti vie di comunicazione.
Durante il Medioevo questo territorio fu coinvolto nelle rivalitĆ tra alcune delle principali realtĆ della zona, in particolare Spoleto e Norcia.
Ancora oggi, camminando attraverso il centro storico, ĆØ facile comprendere la funzione difensiva dell’antico insediamento.
La posizione elevata permette inoltre di osservare il fondovalle e riconoscere Borgo Cerreto, il luogo dal quale ĆØ iniziata la nostra escursione.
L’Orto del Ciarlatano e la cura attraverso le erbe
Il rapporto tra Cerreto e la medicina popolare emerge anche attraverso l’Orto del Ciarlatano e il percorso dedicato alle piante.
Le erbe spontanee hanno avuto per secoli un ruolo importante nella cultura delle comunitĆ appenniniche.
Boschi, prati e ambienti umidi fornivano piante utilizzate secondo le conoscenze popolari dell’epoca per realizzare infusi, unguenti e altri rimedi.
Il tema delle erbe permette quindi di aggiungere un ulteriore tassello al viaggio.
Dalla cura attraverso l’acqua passiamo alla conoscenza delle piante e alle tradizioni tramandate dalle popolazioni della montagna.
Baronio Vincenzi: quando la cura diventa medicina
La storia della cura nel territorio di Cerreto non riguarda però soltanto rimedi popolari e ciarlatani.
A Borgo Cerreto ĆØ legata anche la figura del medico seicentesco Baronio Vincenzi.
Il centro di documentazione dedicato alla sua figura conserva testimonianze legate alla medicina e agli studi antropologici effettuati sui reperti rinvenuti nell’area.
Nello stesso complesso si trova anche il Museo delle Mummie di Borgo Cerreto, collegato allo studio dei corpi e dei reperti provenienti dalla cripta della famiglia Vincenzi.
Tra le testimonianze conservate sono presenti anche reperti legati ad antiche pratiche chirurgiche.
Si passa cosƬ dalla medicina popolare a un concetto completamente differente di cura.
Ed ĆØ forse questo l’aspetto più affascinante dell’intero progetto: durante il percorso la stessa parola cambia continuamente significato.
PerchƩ percorrere la Via della Cura in autunno
Ogni stagione può essere interessante per scoprire questi luoghi, ma l’autunno regala al percorso un’atmosfera particolare.
Tra ottobre e novembre i boschi della Valnerina cambiano colore e le temperature diventano generalmente più adatte a un’escursione di diverse ore.
Giallo, arancio, marrone e verde accompagnano buona parte del cammino, mentre nei fondovalle il rumore dell’acqua e l’umiditĆ restituiscono quell’atmosfera tipicamente appenninica che rende speciale la Valnerina.
Anche la luce cambia.
Il sole più basso mette in risalto i profili delle montagne e dei borghi, creando condizioni particolarmente interessanti anche per chi ama la fotografia di paesaggio.
L’autunno interpreta inoltre perfettamente lo spirito della Via della Cura:
camminare lentamente, osservare e dedicare tempo ai luoghi.
Bisogna naturalmente prestare qualche attenzione in più.
Foglie e terreno umido possono rendere scivolosi alcuni tratti, mentre con l’avanzare della stagione le ore di luce diminuiscono rapidamente.
Sono quindi indispensabili scarpe da trekking, abbigliamento adeguato alla stagione, acqua e qualcosa di impermeabile nello zaino.
Per le gallerie presenti lungo la Vecchia Ferrovia ĆØ inoltre consigliata una torcia frontale.
Una Via della Cura un po’ diversa
Quella proposta da Faccio Tardi ĆØ quindi una maniera particolare di interpretare la Via della Cura.
Non percorriamo semplicemente i 5,5 km dell’itinerario istituzionale, ma utilizziamo il suo tema come filo conduttore per costruire un’escursione ad anello di circa 14 km.
In circa 4 ore effettive di cammino, pause escluse, attraversiamo ambienti molto differenti e incontriamo testimonianze appartenenti a epoche lontanissime tra loro.
Ci sono le antiche vie di comunicazione, i castelli medievali, Cerreto, i Cerretani, le erbe della tradizione popolare, la medicina di Baronio Vincenzi, il tema dell’acqua e infine la grande opera ferroviaria del Novecento.
Non ĆØ quindi soltanto una questione di chilometri.
Ć un piccolo viaggio attraverso la storia della Valnerina.
Vuoi percorrere la Via della Cura con una guida?
Se vuoi scoprire la Via della Cura a Cerreto di Spoleto senza limitarti a seguire una traccia GPS, puoi organizzare l’escursione insieme a Emanuele.
L’anello può essere percorso dedicando il giusto tempo alla storia dei luoghi, alle fotografie e all’osservazione del paesaggio.
Non ĆØ necessario aspettare la pubblicazione di un evento specifico: l’uscita può essere organizzata ANCHE SOLO PER 1 PERSONA. Il costo ĆØ di 22,50 ⬠per persona, per piccoli gruppi, coppie o singoli partecipanti. In caso di prenotazioni di gruppo, con minimo 6 persone, il costo viene scontato con delle tariffe per gruppo con una prenotazione unica. Il tutto compatibilmente con la disponibilitĆ della guida.
š Contatta Emanuele attraverso la pagina dedicata
Se trovi l’evento disponibile con una data qui sotto puoi prenotare in autonomia.
Oppure invia un messaggio al 347 910 8946, indicando il giorno in cui vorresti effettuare l’escursione e il numero di partecipanti.
Se cerchi un trekking in Valnerina capace di unire natura, storia, piccoli borghi e paesaggi sempre differenti, questa particolare interpretazione della Via della Cura di Cerreto di Spoleto può essere una delle escursioni più interessanti da scoprire nel territorio.
Ricordati che per partecipare ad un’escursione, oltre alle scarpe adatte, c’ĆØ sempre da portare con se alcuni prodotti. QUI TROVI LA LISTA COMPLETA DI COSA PORTARE IN ESCURSIONE. Se non hai molta esperienza nell’organizzazione di escursioni, potresti chiedere aiuto in chat anche su TELEGRAM
Vuoi maggiori informazioni? Contattami al numero 3479108946 oppure via e-mail o Telegram
FAQ sulla Via della Cura di Cerreto di Spoleto
Quanto ĆØ lunga la Via della Cura?
Il percorso istituzionale della Via della Cura ha uno sviluppo base di circa 5,5 km, con partenza da Borgo Cerreto e arrivo nell’area dei Bagni di Triponzo.
L’escursione descritta in questa pagina ĆØ invece una variante ad anello di circa 14 km, pensata per ampliare l’esperienza e tornare al punto di partenza.
Quanto tempo occorre per percorrere l’anello?
Il tempo effettivo di cammino ĆØ di circa 4 ore, pause escluse.
A questo tempo bisogna aggiungere eventuali soste, spiegazioni della guida, fotografie e momenti di riposo.
Qual ĆØ il dislivello?
La variante ad anello presenta indicativamente circa 500 metri di dislivello positivo, raggiungendo una quota massima intorno ai 615 metri.
La Via della Cura ĆØ difficile?
La variante da 14 km può essere considerata un’escursione di difficoltĆ media.
Non presenta necessariamente particolari difficoltĆ tecniche, ma lunghezza, dislivello e alcuni tratti su fondo naturale richiedono una discreta abitudine al cammino.
Servono scarpe da trekking?
SƬ.
Sono INDISPENSABILI scarpe da trekking con una buona suola, soprattutto in autunno o dopo giornate piovose, quando foglie e terreno possono diventare scivolosi.
Bisogna portare una torcia?
Ć consigliabile avere una torcia frontale, utile soprattutto nei passaggi all’interno delle gallerie della Vecchia Ferrovia Spoleto-Norcia, altrimenti viene comunque data dalla guida (gratuitamente) su richiesta.
L’escursione raggiunge i Bagni di Triponzo?
No.
La variante ad anello descritta in questa pagina non raggiunge direttamente i Bagni di Triponzo.
Le terme fanno però parte del progetto istituzionale della Via della Cura e rappresentano uno degli elementi fondamentali per comprenderne il tema legato alla cura attraverso l’acqua.
Si passa dalla Balza Tagliata?
La Balza Tagliata ĆØ un’importante testimonianza dell’antica viabilitĆ dell’area di Triponzo, ma non rappresenta un punto direttamente raggiunto dalla variante escursionistica descritta in questa pagina.
Qual ĆØ il periodo migliore per percorrere la Via della Cura?
Primavera e autunno sono probabilmente i periodi più interessanti.
In particolare, ottobre e novembre permettono di apprezzare i colori dei boschi e una Valnerina molto suggestiva.
In autunno bisogna però prestare maggiore attenzione alle condizioni del terreno e alle ore di luce disponibili.
Ć possibile organizzare la Via della Cura con una guida?
SƬ.
L’escursione può essere organizzata su richiesta per piccoli gruppi, coppie o singoli partecipanti, compatibilmente con disponibilitĆ della guida, meteo e condizioni del percorso.
Per informazioni puoi utilizzare la pagina contatti di Faccio Tardi oppure inviare un messaggio al 347 910 8946.
